La Dichiarazione di Ginevra

Nel 1923, mentre si trovava sulla vetta del monte Salève, sopra a Ginevra, immersa nelle sue riflessioni, un'idea diventò sempre più chiara nella sua mente: "Ogni generazione di bambini offre all'umanità una nuova possibilità di rinascere dalle sue rovine". Per proteggerli, era essenziale che le istituzioni di tutto il mondo diventassero loro difensori e portavoce.

Fu così che trovò l'ispirazione per redigere la prima Carta Internazionale dei Diritti del Bambino.

I dieci diritti elencati nella Carta includevano il diritto alla vita e alla crescita in una famiglia, il diritto al cibo, il diritto a una casa, il diritto a una nazionalità, il diritto all'uguaglianza, il diritto di esprimere la propria opinione, il diritto alla salute fisica e mentale, il diritto all'educazione, il diritto al gioco e il diritto di non essere costretti al lavoro.

Per la prima volta, venivano affermati e definiti diritti speciali legati all'infanzia, come quello al gioco, e si sottolineava il dovere della comunità globale di farli rispettare al di là dei confini culturali, etnici e nazionali.
La Carta venne adottata dalla Società delle Nazioni il 26 settembre 1924 con il nome di Dichiarazione di Ginevra e, successivamente, fu confermata dalle Nazioni Unite nel secondo dopoguerra. Su di essa si basò poi la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 1989, ancora oggi ratificata da 196 Paesi nel mondo.

Si affermavano e definivano per la prima volta diritti speciali legati all’infanzia, e si sanciva il dovere della comunità globale di farli rispettare.

La Carta venne adottata dalla Società delle Nazioni il 26 settembre 1924 con il nome di Dichiarazione di Ginevra.