L’attivismo

All'inizio del Novecento, il mondo fu scosso da vari conflitti bellici. Il 1914 segnò l'inizio della Grande Guerra. Eglantyne sentì che non poteva restare inattiva mentre milioni di persone soffrivano e si attivò per aiutare i rifugiati. Anni dopo la fine della guerra, in visita nei Balcani, si trovò ad affrontare gli orrori che aveva lasciato: i bambini erano tra le prime vittime innocenti. Queste esperienze la ispirarono a pronunciare una delle sue dichiarazioni più celebri: “Ogni guerra è una guerra contro i bambini”.

Assieme a sua sorella Dorothy, una giornalista, notò che i media britannici stavano presentando solo un lato della storia della guerra. Decisero così di collaborare con il Cambridge Magazine e pubblicarono "Note dalla stampa estera", una serie di articoli tradotti da giornali considerati "nemici". In questo modo riuscirono a informare i loro connazionali sulla vera situazione in Europa Centrale: l'embargo imposto su Germania ed Austria aveva causato gravi carenze di ogni genere, portando quasi 5 milioni di bambini a soffrire di malnutrizione e rachitismo.

La fine della guerra non portò alcun sollievo per le nazioni sconfitte. Era necessario continuare a lottare per loro.

L’embargo imposto su Germania ed Austria aveva portato quasi 5 milioni di bambini a soffrire di malnutrizione e rachitismo.